Contratto di locazione: un evento tragico e un’importante sentenza della Corte di Cassazione (sentenza n.19034 del 20 aprile 2017), fanno ben comprendere a tutti i proprietari di immobili l’importanza e la responsabilità di affittare case con gli impianti a norma di legge e di verificare che nel corso del tempo l’inquilino provveda ad effettuare tutte le manutenzioni ordinarie di sua competenza.
Partiamo dal narrare quanto accaduto: a Genova viene ritrovato privo di vita nella sua cameretta un ragazzo di soli 15 anni, la causa del decesso è insufficienza cardiorespiratoria acuta, dovuta ad avvelenamento. Infatti l’occlusione della canna fumaria avrebbe determinato il riflusso dei fumi e dei gas di combustione nei locali dell’abitazione provocando il decesso del ragazzo.
Il tribunale di Genova ritiene responsabili del decesso sia l’inquilino, in quanto titolare del contratto di locazione, condannandolo a 10 mesi di reclusione, sia il proprietario dell’immobile condannandolo anch’esso, a 1 anno e 4 mesi, oltre ovviamente al risarcimento economico del danno.
Il tribunale ha ritenuto responsabili di negligenza e imperizia i due in quanto per lungo tempo avrebbero omesso di controllare e manutenere in piena efficienza la canna fumaria e il camino ai quali era collegata la stufa.
E’ doveroso aggiungere che la posizione del proprietario è stata aggravata in quanto la stufa era vecchia e priva della dichiarazione di conformità, nonchè collegata mediante tubi non a norma.
Fortunatamente casi di una tale gravità sono rari ma ricordano le responsabilità legali che gravano su ogni proprietario di casa; il consiglio quindi per un corretto contratto di locazione, è di non affidarsi al caso o al fai-da-te.