Corona virus e mercato immobiliare sono i due ingredienti ideali per far scatenare la tempesta perfetta. Mentre noi operatori stavamo per gustarci il quarto anno consecutivo di aumento del numero delle compravendite, seppur con i prezzi degli immobili generalmente in costante e inesorabile diminuzione, qualcosa è andato storto.
I malati, i morti, la quarantena e la chiusura delle attività produttive della Cina, sembravano scenari troppo lontani e relegati ad un mondo diverso dal nostro per riguardarci da vicino; le cose invece, purtroppo, non sono andate così.
Anche se può sembrare troppo presto, è bene iniziare a porsi alcuni interrogativi e trarre delle conclusioni su cosa ci attenderà una volta che tutto sarà finito e si tornerà alla “normalità” e faremo i conti del’effetto corona virus e mercato immobiliare
Il 2020 sarà sicuramente un anno da profondo rosso per il mercato immobiliare, il numero delle compravendite crollerà a causa di diversi fattori concomitanti. I fattori noti, ad oggi, sono:

a) un trimestre di completa inattività di tutta la filiera immobiliare (agenzie, cantieri edili, tecnici…), causato sia dai decreti emanati per contrastare il diffondersi del virus sia dal crollo improvviso della richiesta;

b) diminuzione dell’attività di erogazione del credito: le banche stanno lavorando a orari e personale ridotto, di conseguenza le domande di mutuo subiscono gravi ritardi nella loro processazione;

c) mancanza di fiducia nel futuro gli acquirenti mediamente contraggono un mutuo ventennale per ripagare la casa, l’attuale situazione macroeconomica non garantirà sufficienti certezze sul futuro lavorativo di migliaia di lavoratori;

Quale potrebbe essere la riduzione possibile del mercato immobiliare? Le previsioni del Pil nazionale variano fra un -5,8% e un -8%, percentuali che possono essere verosimili anche per il mercato immobiliare.
Le ripercussioni comunque saranno differenti in base alla tipologia e destinazione d’uso degli immobili, ma per queste considerazioni e per comprendere i motivi per i quali non bisogna farsi prendere dal panico vi rimandiamo al prossimo articolo.