Locazione e impianto elettrico non a norma. Poter godere in piena sicurezza di un immobile per il quale si paga un canone di locazione è un diritto che deve essere garantito dal buon senso ancora prima di eventuali obblighi di legge.
Cosa accade però se un immobile viene affittato con un impianto elettrico non a norma?
Il difetto dell’impianto elettrico è considerato dalla legge un vizio della cosa locata. L’inquilino può quindi richiedere la risoluzione del contratto di affitto, a spese e danni del proprietario, oppure chiedere una riduzione del canone di locazione. L’impianto elettrico non a norma infatti riduce notevolmente la possibilità di poter usare pienamente e liberamente l’immobile per poterci vivere.
L’inquilino ha diritto di per poter agire nei confronto del proprietario solo se lo stesso ha omesso di comunicargli che l’impianto elettrico non fosse a norma.
Questa condizione dell’impianto deve risultare dal contratto di locazione oppure da un eventuale verbale di consegna dell’immobile. Uno di questi due documenti può costituire la prova, per il proprietario, di aver messo a conoscenza l’inquilino della condizione dell’impianto elettrico.
Quanto spiegato è normato dal Codice Civile all’art 1578, che recita testualmente:
“Se al momento della consegna la cosa locata è affetta da vizi che ne diminuiscono in modo apprezzabile l’idoneità all’uso pattuito, il conduttore può domandare la risoluzione del contratto o una riduzione del corrispettivo, salvo che si tratti di vizi da lui conosciuti o facilmente riconoscibili.
Il locatore è tenuto a risarcire al conduttore i danni derivati da vizi della cosa, se non prova di avere senza colpa ignorato i vizi stessi al momento della consegna”.
Speriamo che il nostro articolo su locazione e impianto elettrico non a norma possa esserti stato utile!