Cedolare Secca e conduttore società 2025, come dicevano i latini “repetita iuvant”!
Nel nostro articolo del maggio 2024, che potete leggere qui, vi avevamo informati della prima e storica sentenza della Suprema Corte relativa all’applicazione di tale regime fiscale. I giudici infatti avevano confermato la possibilità di optare per il regime della cedolare secca anche nel caso in cui un appartamento venisse locato ad una società.
Purtroppo, anzichè recepire quanto sentenziato dalla Corte di Cassazione, l’Agenzia delle Entrate ha continuato a negare tale importante agevolazione fiscale che permette in alcuni casi di dimezzare il peso delle imposte!
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, inaspettatamente, mediante risposta ad interrogazione parlamentare n. 5-03773 del 26 marzo 2025, ha sostenuto la tesi errata delle Entrate. Il MEF ha chiarito che, in base alle circolari dell’Agenzia delle Entrate, “non rientra nell’ambito applicativo del regime della cedolare secca i contratti di locazione stipulati con conduttori che agiscono nell’esercizio di un’attività di impresa o di lavoro autonomo, ancorché l’immobile sia utilizzato per finalità abitative di dipendenti e collaboratori”.
Cedolare Secca e conduttore società 2025, gli ultimi sviluppi. La Corte di Cassazione, con le sentenze n. 12076 e n. 12079 del 7 maggio 2025, ha ribadito un principio già affermato nel 2024. Ovverosia “è legittima l’applicazione della cedolare secca anche quando l’immobile viene locato a una società o a un professionista, a condizione che l’uso finale sia abitativo, ad esempio per ospitare i dipendenti”.
Nell’ordinanza n. 12079, infatti, i giudici hanno stabilito che il locatore può optare per la cedolare secca anche se il contratto viene concluso da un’impresa nell’ambito della propria attività, purché l’immobile sia effettivamente destinato ad abitazione dei dipendenti. La norma che esclude l’applicazione della cedolare, spiegano i giudici, riguarda solo i casi in cui sia il locatore ad agire come impresa o professionista, non il conduttore.
Un’ulteriore conferma dell’importanza di questa pronuncia è la condanna dell’Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese processuali in Cassazione, segno che la Corte ha inteso mandare un messaggio chiaro.
Ora che non si tratta più di una singola sentenza isolata, ci auspichino che anche l’Amministrazione finanziaria si adegui, riconoscendo ai contribuenti il diritto – sancito dalla legge sin dal 2011 – di accedere a questo regime fiscale agevolato.
Per i proprietari, questo significa maggiore flessibilità e convenienza nel proporre immobili in affitto anche a società, mantenendo al contempo il vantaggio della tassazione con cedolare secca.
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