Incendio in appartamento affittato: chi risponde?
Prima di dare risposta alla domanda è doveroso precisare che l’incendio di edifici o abitazioni non è un fatto così anomalo. Lo si comprende analizzando l’annuario statistico redatto dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Nel 2022 il Corpo ha effettuato ben 51.644 interventi a livello nazionale a causa di incendi avvenuti in appartamenti, edifici ed autorimesse private.
Quindi per un incendio in un appartamento affittato chi risponde?
L’articolo 1588 del Codice Civile dispone che: “Il conduttore risponde della perdita e del deterioramento della cosa che avvengono nel corso della locazione, anche se derivanti da incendio, qualora non provi che siano accaduti per causa a lui non imputabile. È pure responsabile della perdita e del deterioramento cagionati da persone che egli ha ammesse, anche temporaneamente, all’uso o al godimento della cosa”.
Il sopra citato articolo quindi stabilisce che il conduttore (inquilino) risponde per la perdita o deterioramento dell’appartamento a lui locato anche in caso di incendio. Il conduttore può oppure deve attivarsi per provare che la circostanza che ha provocato l’incendio si è verificata per cause a lui non imputabili. Si tratta pertanto di una vera e propria presunzione di colpa a carico del conduttore, superabile solo dimostrando in modo concreto che la causa dell’evento non è a lui in alcun modo imputabile. Senza quindi una prova (perizia tecnica, verbale di intervento dei VV.FF…) il conduttore risponde per i danni provocati dal fuoco all’appartamento che conduce in locazione.
Se ti interessa leggere per intero l’annuario statistico dei Vigili del Fuoco clicca qui
[Foto by Alexander Zvir]